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11 Luglio 2022La neurite ottica è una malattia infiammatoria del nervo ottico che può avere natura infiammatoria, ma anche demielinizzante, degenerativa o tossica. La causa della neuropatia ottica ischemica è fondamentalmente di natura vascolare. Può comportare la perdita parziale o completa della vista.
La neurite ottica deriva molto frequentemente dalla demielinizzazione della guaina che riveste e protegge il nervo ottico. Spesso è infatti il primo sintomo della sclerosi multipla.
La sclerosi multipla è, invece, una delle principali cause di neurite ottica retrobulbare; spesso è uno dei primi segni evidenti della malattia, che si manifesta con dolore al movimento degli occhi e alterazioni del campo visivo.
Esistono, però, altre patologie che possono causare la patologia, come:
- Malattie infettive
- Metastasi neoplastiche
- Contatto con prodotti chimici (arsenico, piombo, metanolo) o assunzione di farmaci (chinino, antibiotici)
- neuromielite ottica (presenza nel sangue di autoanticorpi contro l’acquaporina 4, una proteina che ha una funzione cruciale nella conservazione della guaina mielinica)
- Diabete
- Oftalmopatia di Graves
- Punture d’api
- Traumi
- Malattie autoimmuni
È possibile, tuttavia, che la causa della neurite ottica rimanga sconosciuta, una volta esclusa la presenza di malattie sistemiche, punture accidentali e traumi.
Nei pazienti ultracinquantenni si presenta spesso come neuropatia ottica ischemica, nella forma arteritica o non arteritica: queste due forme si differenziano tra loro principalmente per i valori della VES che, nel primo caso, risultano molto più elevati.
Sia la forma arteritica che quella non arteritica sono caratterizzate da una perdita della visione repentina e, purtroppo, spesso molto invalidante.
Quali sono i sintomi della neurite ottica?
- Perdita rapida della vista, variabile da una piccola porzione nella parte centrale fino alla completa cecità
- Disturbi della visione a colori
- Dolori oculari lievi nella forma retrobulbare, soprattutto associato al movimento degli occhi
- Difetti del campo visivo
Quali sono i segni?
Ad una stimolazione fatta con una luce si riscontra un rallentato riflesso della pupilla (difetto pupillare relativo afferente); gli esami del campo visivo confermeranno la presenza di aree di non percezione visiva (scotomi).
Come si fa la diagnosi differenziale?
La diagnosi è sia clinica che strumentale. All’esame del fondo oculare il medico oculista può riscontrare la testa del nervo ottico (papilla) rigonfia associata ad emorragie circostanti; ma la papilla può essere normale nel caso in cui si tratti di una neurite ottica retrobulbare.
Per la diagnosi è necessario l’esame del campo visivo e il test della visione a colori.
L’oculista può prescrivere anche alcuni esami ematochimici per ricercare la presenza di parametri infiammatori, come la VES o la proteina C reattiva.
È fondamentale eseguire una Risonanza Magnetica Cerebrale con mezzo di contrasto per escludere una diagnosi di sclerosi multipla
Qual è la terapia da seguire?
Nella neuropatia ottica ischemica arteritica e in quella retrobulbare si impiegano steroidi per via sistemica, inizialmente per via endovenosa.
L’importanza di una diagnosi tempestiva
Rimane fondamentale una diagnosi precoce perché il trattamento andrebbe effettuato il prima possibile per cercare di limitare i danni. Basti pensare che, nella forma arteritica, caratterizzata spesso da un recupero visivo scarso, la terapia adeguata riduce fortemente il rischio di un episodio analogo nell’occhio sano.
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