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Secondo stime recenti della Fondazione Veronesi il glaucoma colpisce il 3,54% delle persone di età compresa tra i 40 e gli 80 anni. In Italia sono circa 550.000 i pazienti accertati, in termini percentuali si traduce nel 2% della popolazione italiana sopra i 40 anni, con prevalenza al nord (48%), seguito dalle isole (28%) e dal centro (24%). La sua incidenza aumenta con l’età. Più del 10% delle persone colpite ha infatti oltre i 70 anni
Si stima che nei prossimi 20 anni i casi accertati registreranno un aumento del 33% dei casi accertati con punte del 50% nelle regioni dove è previsto un invecchiamento più significativo.
Quali sono le cause del glaucoma?
- Predisposizione familiare: se, per esempio, ne sono affetti i genitori il rischio che una persona corre è doppio, se ne soffrono i fratelli il rischio si triplica.
- L’età: l’incidenza del glaucoma aumenta con il passare degli anni, probabilmente per il fisiologico invecchiamento dell’occhio. Oltre i 60 anni il rischio di glaucoma è doppio, oltre i 70 anni aumenta fino a cinque volte.
- Problemi refrattivi della vista, come la miopia, predispongono al glaucoma
- Disturbi vascolari: diabete, bassa pressione, disturbi cardiovascolari, eccessiva densità del sangue
- Tendenza a soffrire di emicrania
- Alterazioni della postura: a volte la pressione interna dell’occhio può aumentare se si praticano esercizi ginnici non corretti, o eseguiti in modo errato.
Come si diagnostica il glaucoma?
L’unico modo per effettuare una diagnosi precoce di glaucoma è sottoporsi a una visita oculistica completa. I parametri da tenere sotto controllo sono:
- la pressione dell’occhio (pressione intraoculare). Con la tonometria, si valuta la pressione all’interno del bulbo oculare in modo da individuare tempestivamente uno scostamento dai parametri ritenuti ottimali;
- l’aspetto strutturale del nervo ottico: nel caso del glaucoma si evidenzia un aumento della cosiddetta escavazione papillare;
- il campo visivo: è un esame che misura la sensibilità delle diverse zone della retina. Permette d’identificare precocemente i danni e di valutare l’efficacia della terapia molto meglio che con i precedenti metodi di perimetria manuale;
- valutazione del disco ottico: la pratica clinica si è arricchita di nuovi metodi di valutazione del disco ottico, come il CSLO (oftalmoscopia laser confocale), l’SLP (polarimetria a scansione laser) e l’OCT ( tomografia a coerenza ottica).
Sono esami non invasivi che consentono lo studio dettagliato della papilla ottica e, soprattutto, la misurazione dello spessore delle fibre nervose attorno ad essa, il cui assottigliamento è dovuto alla perdita di cellule retiniche
Le informazioni e i risultati che l’oculista ricava dagli strumenti di imaging sono complementari alle altre valutazioni cliniche. La diagnosi di glaucoma, infatti, non può essere esclusivamente basata sull’uso di queste tecniche.
Quale terapia si può adottare?
Il glaucoma si cura di solito con colliri da instillare diverse volte al giorno e, eventualmente, con l’uso di farmaci per via orale da assumere regolarmente e con costanza.
Il trattamento può causare, in alcuni pazienti, effetti non desiderati come bruciore, arrossamento dell’occhio e mal di testa, che di solito scompaiono spontaneamente dopo breve tempo. In alcuni casi si possono verificare alterazioni non preoccupanti del ritmo cardiaco. Le compresse possono indurre sonnolenza, riduzione dell’appetito, disturbi intestinali e occasionale formazione di calcoli renali.
Il glaucoma e i controlli periodici
Chi soffre di glaucoma deve sottoporsi a controlli periodici. La malattia, infatti, può peggiorare in modo asintomatico e può essere opportuno modificare il tipo di terapia.
Una volta avvenuto il danno non è più reversibile: si ricorre a farmaci ed eventualmente alla chirurgia (trabeculectomia) per cercare di preservare almeno la funzionalità visiva esistente.
Il trattamento del glaucoma è efficace solo se viene seguita scrupolosamente la terapia prescritta dal medico oculista che non deve, in nessun caso, essere sospesa senza consultare prima l’oculista.
Anche il medico di famiglia deve essere sempre al corrente della terapia praticata.
Il trattamento chirurgico specifico: la trabeculectomia
Se la terapia farmacologica non si dimostra efficace nel controllo della pressione intraoculare, potrebbe rendersi necessario il ricorso alla chirurgia o al laser. In alcuni casi può essere attuata quest’ultima terapia, che non prevede l’impiego di incisioni. In altri casi è indispensabile effettuare, invece, un’incisione per creare un nuovo canale di deflusso. Si tratta di interventi che solo raramente causano complicanze.
Esiste una terapia preventiva per il glaucoma?
Il glaucoma è asintomatico fino allo stadio tardivo: pertanto la prevenzione, tramite l’esame completo della vista periodico, è l’unica arma a disposizione per contrastare l’evoluzione della patologia.
Trattandosi di una malattia familiare è importantissimo il controllo dei familiari del paziente.
Quale stile di vita è suggerito a chi soffre di glaucoma?
Chi soffre di glaucoma non deve fare sforzi fisici eccessivi e, soprattutto, deve evitare le posizioni a testa in giù durante determinate pratiche sportive (nello yoga, nella ginnastica artistica, da evitare il bungee jumping, ecc.).
Anche se in questi casi l’aumento della pressione intraoculare è solo transitoria, se la pressione è borderline, si tratta di un’attività potenzialmente pericolosa. Praticare invece, uno sport in modo moderato e regolare può contribuire alla prevenzione del glaucoma.
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