
Perché dovresti scegliere la PRK se fai sport
20 Maggio 2026Oggi parliamo con Giulia Picari, 33 anni, pediatra. Appassionata di padel, gioca in Serie D e integra la preparazione sportiva con allenamenti mirati in campo e in palestra.
Partiamo dall’inizio: da quanto tempo eri miope e quanto influiva sulla tua vita quotidiana?
Giulia: Ero miope fin da quando avevo 7 anni; mi mancavano 5.50 e 2.50 diottrie. Gli occhiali hanno condizionato fin da allora tutte le mie attività quotidiane. La situazione è migliorata da quando ho potuto indossare le lenti a contatto, circa 14 anni fa, ma anche la gestione e i fastidi pratici e fisici dovuto alle lenti, mi hanno spinto a prendere in considerazione l’eliminazione della miopia con la tecnica PRK.
Cosa ti ha spinto a scegliere proprio la PRK?
Giulia: Proprio la liberazione definitiva dal fastidio delle lenti che mi procuravano una secchezza oculare costante, soprattutto per via delle luci artificiali. Lavoro in ospedale e facendo turni molto lunghi anche le lenti erano diventate un fastidio e non una comodità.
Avevi timori prima dell’intervento?
Giulia: No, nessun timore perché prima mi sono informata e ho fatto una visita approfondita con la mia oculista di fiducia per verificare che ci fossero le condizioni adatte per il successo dell’operazione. Il risultato è stato perfetto sia per la miopia che per l’astigmatismo. Ora ho 12 decimi e già a due settimane dall’intervento avevo 10 decimi.
Com’è andato il giorno dell’operazione?
Giulia: Molto bene. Ho seguito i consigli della dottoressa Dominedò per il pre-intervento e il giorno dell’operazione è andato tutto come previsto; ci sono voluti soltanto 25’’ per il primo occhio e 45’’ per il secondo. Un minuto in totale per l’eliminazione della miopia e poco dopo sono tornata a casa.
E il post-operatorio?
Giulia: I primi due giorni ho provato un po’ di fastidio: una sensazione di sabbia negli occhi, ma mai dolore. Posso dire con certezza che è stato un post-operatorio gestibilissimo. Ho avuto necessità di stare al buio o in penombra per due settimane, durante le quali ho seguito scrupolosamente la prescrizione dei colliri.
Quando hai iniziato a notare i veri benefici?
Giulia: In realtà vedevo bene già da subito; mi disturbava solo una sorta di alone intorno agli oggetti e a distanza le scritte mi apparivano sfocate, ma sapevo che questa sarebbe stata la situazione per alcuni giorni e non mi ha colta impreparata.
Rifaresti questa scelta?
Giulia: Senza dubbio, la rifarei e la consiglierei a chi vive con la costante schiavitù degli occhiali o delle lenti a contatto.
Durante il periodo di recupero, quando la vista non era ancora stabile, hai mai avuto un ripensamento?
Giulia: No, nessun ripensamento. Ha decisamente costituito un punto di svolta, mi ha dato una libertà di movimento e una sensazione di comodità che non ricordavo.
Se dovessi descrivere l’esperienza dal punto di vista emotivo, come la descriveresti?
Giulia: Giusto un pochino di ansia prima dell’intervento e il fastidio di non poter usare le lenti per qualche settimana. Ho ricominciato a usare gli occhiali per due settimane ed è stato scomodo oltre che un po’ fastidioso.
Che sport pratichi?
Giulia: Pratico padel e preparazione atletica.
Come lo vivevi a causa della miopia e com’è cambiato dopo la prk?
Giulia: Con la costante preoccupazione di un trauma agli occhi dovuto a possibili impatti con la pallina e il timore di perdere una lente. Ora, per fortuna, non ci penso più e gioco in totale libertà. Questo favorisce una maggiore concentrazione e il focus sulla mia prestazione in campo.
Hai notato un cambiamento mentale, oltre a quello pratico (concentrazione, sicurezza, libertà di movimento)?
Giulia: Sicuramente una maggiore libertà e una percezione più precisa della spazialità e del campo. La visione periferica è cambiata drasticamente e, per un’atleta, rappresenta un aspetto molto significativo.
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